13 December 2008

Qualcosa in comune

Sabato mattina ho fatto il grande passo, cioé ne ho fatto più di uno. Sono andata, a piedi, schivando gli spruzzi delle auto (che maleducazione c'è in giro, mammamia), fino allo sportello Stato Civile del comune. Per strada litigavo mentalmente con gli impiegati, non so perché, sfiducia nel prossimo credo, pessimismo premestruale, periodo difficile, e immaginavo di uscirmene sbattendo la porta (scorrevole, col senno di poi) e urlando Allora io non mi sposo!
Invece ho trovato un signore gentilissimo, già incontrato in occasione dell'atto di nascita di Bambino, disponibilissimo, comprensivissimo. Per un attimo sono stata tentata di sposare lui, quando mi ha detto per esempio che nel cortile della villa si può parcheggiare.
Così potremo sposarci di venerdì senza troppi/con meno sensi di colpa verso i nostri invitati, a patto che arrivino puntuali e che non usino una macchina a testa.

8 comments:

Caroline said...

Sulla puntualità non ti assicuro nulla. Ma il fiancé potrebbe uscirsene con l'idea di venire in treno.

saramon said...

La stazione è a due passi.
Ma la casa della sposa da fotografare mentre si veste no.

Anonymous said...

Magari ricordacelo quando sarà l'ora. Manca un anno quasi !

gaunz

saramon said...

Tu non dovresti avere problemi, parcheggi davanti all'ingresso principale.

juliette c. said...

Io mi sono sposata di giovedì. I sensi di colpa li sto ancora digerendo :-/

saramon said...

oh no, hai provato coi fiori di Bach?

marzipan said...

Macchisenefrega dei sensi di colpa! Io mi sono sposata in centro a Roma, rinunciando a una meravigliosa chiesa antica e campagnola e al ricevimento sul lago per evitare la millemiglia degli ospiti. Oggi li farei partire a notte fonda, senza pietà.

saramon said...

Gli ospiti, questi ingrati.