14 January 2009

Mi consenta, signor Sindaco

Sabato mattina ci presentiamo allo sportello dell'anagrafe preposto a regolarizzare le unioni peccaminose come la nostra, io munita come da accordi di lettera di richiesta di pseudoprenotazione della villa comunale (perché come già si diceva per il catering è già tardi e per la location non ne parliamo). C'è anche il sindaco.

Io: Buongiorno, ho qui la lettera che mi avete consigliato di scrivere per...
Impiegata: Quando vorreste sposarvi?
Io: Ottobre, e infatti sapendo che è presto per i documenti, ho portato la lettera che voi...
Impiegata: Vuole che apriamo la pratica di matrimonio?
Io: Sarebbe bello, grazie, intanto se vuole ho qui la lettera...
Impiegata: Mi dà il suo documento e quello dello sposo?
Io: Eccoli, quindi la lettera...
Impiegata: La vostra professione?
Io: Giornalista lui, pubblicitaria io...
Impiegata: (sospiro) Che bei lavori!
Io: ...
Impiegata (che nel frattempo ha già compilato tutto il compilabile): Ecco, mi sono segnata la data, lunedì la chiamo e le confermo la disponibilità della villa. C'è una data che preferite per il consenso?
Io: Non so...
Impiegata: 26 giugno le andrebbe bene?
Io: Certo, me lo scrivo...
Impiegata: Non si preoccupi, glielo segno io sul modulo qui.

Da questo aneddoto si apprende che:
1) la presenza del sindaco alle spalle di un'impiegata accresce di molto la customer care
2) durante la settimana il sindaco non è più lì, perché io di telefonate di conferma non ne ho ricevuta nemmeno una

L'appartenenza del sindaco a una certa corrente politica spiega il titolo del post.

1 comment:

Elisa said...

Che invidia!
Io ho richiesto i documenti per aprire la pratica, con la signorina che continuava a sbuffare dicendo "è presto... è presto... massimo 10 giorni e abbiamo tutti i documenti, quindi è presto".
Ho chiamato lunedì scorso, ovvero un mese e mezzo dopo la richiesta, e ancora non è arrivato nulla né sanno quando arriveranno...
"se vuole posso fare un sollecito..."

La prossima volta mi porto il sindaco allo sportello.